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Ecco alcuni degli impegni affrontati nel 2008 dal gruppo di Protezione Civile
- 16-17-18/5/2008 meeting Nazionale ANPAs a Teramo con esercitazione di protezione civile. Partecipazione alle soccorriadi in rappresentanza della regione Emilia Romagna.
- 24-25/5/2008 Sagra della Badessa, Ozzano dell'Emilia
- dal 9 al 13/7/2008. Il gruppo di protezione civile ha organizzato l'assistenza sanitaria ai Mondiali Antirazzisti UISP a Casalecchio di Reno
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PROTEZIONE CIVILE
"Il valore della pianificazione diminuisce con l'aumentare dello stato delle cose" Così duemila anni fa, con questa frase che raccoglieva una visione del mondo unitaria fra il percorso della natura e la gestione della cosa pubblica, l'imperatore Ottaviano Augusto coglieva pienamente l'essenza dei concetti, che oggi indirizzano la moderna pianificazione dell'emergenza. In sostanza: non si può pianificare nei minimi particolari, perché l'evento per quanto previsto sulla carta, al suo verificarsi è sempre diverso. Il concetto di Protezione Civile si è evoluto includendo non solo le attività di soccorso e la gestione dell'emergenza ma anche attività di previsione e prevenzione. Aspetti essenziali che permettono agli esperti, di realizzare non solo dei modelli di intervento operativi, ma di determinare i tipi di risorse più adeguati da utilizzare in ogni tipo di emergenza. Un sistema efficace di Protezione Civile prevede, oltre alle forze istituzionalmente preposte e specializzate, anche il coinvolgimento diretto dei cittadini, adeguatamente organizzati e formati mediante le Associazione di Volontariato.
PROTEZIONE CIVILE NELLA STORIA Con il succedersi di eventi calamitosi, si è evidenziato il valore strategico di un'unica struttura a livello nazionale che trattasse solo la Protezione Civile. Non un'amministrazione con corpi specializzati di intervento, ma un sistema capace di unire tutte le forze pubbliche e private già presenti sul territorio nazionale. Non si trattava di inventare nuove istituzioni, ma di utilizzare al meglio ciò che la comunità nazionale aveva già a disposizione.
1861 Unità d'Italia segue intensa attività legislativa.
1865 Prefetti e Sindaci intervengono in situazioni di emergenza, limitando e requisendo anche proprietà privata con ordinanze.
1906 Disposizioni particolari per alluvioni, mareggiate ed uragani.
1908 Terremoto di Messina.
1908 Prima normativa antisismica.
1925 Prima normativa organica (Ministro LL.PP., genio civile).
1926 Prefetti, rappresentanti del Governo nella provincia, con azione di coordinamento. Istituzione dei Vigili del Fuoco.
1963 Tracima la diga del Vajont.
1950-1962 e 1967 Vengono infruttuosamente presentati progetti di legge specifici.
1966 Alluvione di Firenze.
1970 Prima vera svolta con la Legge 996 che titola "Norme sul soccorso e l'assistenza alle popolazioni colpite da calamità" ruolo centrale al Ministero dell'Interno.
1976 Intossicazione di Seveso.
1980 Terremoto in Irpinia.
1980 Strage alla Stazione di Bologna.
1982 Viene nominato un Ministro per il coordinamento della Protezione Civile che si avvale del Dipartimento di Protezione Civile.
1983 Il Ministro può emanare, in situazioni di emergenza, leggi in deroga alla normativa vigente.
1990 Un aereo militare si schianta contro l'Istituto Salvemini di Bologna.
1992 Legge 225 "Istituzione del servizio nazionale della Protezione Civile": Disciplina della Protezione Civile come sistema coordinato di competenze al quale concorrono le amministrazioni dello Stato, le Regioni, le Province, i Comuni e gli altri enti locali, gli enti pubblici, la comunità scientifica, il volontariato, gli ordini e i collegi professionali e ogni altra istituzione anche privata. Previsione - prevenzione - soccorso - superamento dell'emergenza.
2002 Terremoto di San Giuliano.
2006 Crollo di alcuni edifici a seguito di una fuga di gas a San Benedetto del Querceto (BO).
L'Italia è un paese che è stato ed è tuttora interessato da calamità di ogni natura: alluvioni, frane, sismi e disastri idrogeologici. Anche le attività umane possono, direttamente o indirettamente, creare situazioni di maxi-emergenza che richiedano l'intevento della Protezione Civile, come ad esempio incidenti ferroviari, aerei o industriali.
PIANI COMUNALI DI PROTEZIONE CIVILE Ogni Comune deve dotarsi del Piano di Protezione Civile Comunale (obbligo previsto per legge). Il Sindaco è l'autorità che organizza la risposta di Protezione Civile sul territorio, qualora il progressivo svilupparsi dell'evento lo richieda, il coordinamento della gestione dei soccorsi viene assunto dai livelli amministrativi superiori. Nel caso in cui la calamità sia di dimensioni sovracomunali, si attivano i piani provinciali e regionali integrati.
CONCETTO DI RISCHIO
Rischio = pericolosità X vulnerabilità X valore Dove per pericolosità si intenda la probabilità che in un determinato posto ed in un determinato periodo di tempo si verifichi un evento dannoso. Per vulnerabilità si definisca l'attitudine di una componente ambientale (popolazione, edifici, sovrastrutture) a sopportare gli effetti in funzione all'intensità dell'evento. Per valore si intendano le conseguenze derivanti sia in termine di perdite di vite umane che di danni materiali agli edifici, alle infrastrutture ed al sistema produttivo. Il rischio esprime quindi il numero atteso di perdite di vite umane, di feriti, di danni a proprietà, di distruzione di attività economiche o di risorse naturali dovuti ad un particolare evento. In altre parole il rischio è il prodotto della probabilità di accadimento di un evento per le dimensioni del danno atteso.
I PRINCIPALI RISCHI DEL NOSTRO TERRITORIO
La Protezione Civile fondamentalmente deve fronteggiare due tipi di Emergenze: quelle naturali e quelle derivanti dalle attività umane. Il nostro territorio di competenza può essere soggetto ai seguenti rischi, che rappresentano altrettanti specifici ambiti di intervento:
- RISCHIO IDROGEOLOGICO
- RISCHIO SISMICO
- RISCHIO INCENDI
- RISCHIO INDUSTRIALE
- RISCHIO SANITARIO
Quando si verifica un evento calamitoso può essere difficile assicurare i servizi sanitari, sia per l'elevato numero di richieste di intervento, sia per problemi di altra natura (es. strade interrotte, mancanza di comunicazione telefonica, interruzione dell'energia elettrica). Per questo motivo in queste situazioni è necessaria un'organizzazione differente da quella "normale", capace di fronteggiare gli ostacoli generati dall'evento calamitoso al fine di arrivare a soccorrere la popolazione colpita. Quando ci sono molti feriti, come nel caso di un terremoto, di un incendio, o di un grande incidente, occorre prima di tutto distinguere i malati più urgenti da quelli meno urgenti. La selezione dei pazienti che devono essere visitati in base alla gravità del loro problema si chiama TRIAGE. Ai pazienti vengono assegnati dei cartellini con i colori che rappresentano l'urgenza dell'intervento: dal rosso (massima urgenza) al giallo (urgenza media), al verde (intervento che può essere posticipato). Per effettuare il TRIAGE e gli interventi essenziali per tener in vita il paziente, cioè garantire le funzioni vitali (respiro, battito cardiaco, ecc.), vengono generalmente allestite delle strutture mobili, di solito tende, chiamate Posti medici avanzati (PMA). All'interno dei PMA ci sono farmaci, attrezzature e, generalmente, pochi posti letto. I malati infatti restano all'interno di tale struttura il minor tempo possibile, così da consentire un continuo flusso di pazienti, che dopo aver ricevuto le prime cure, vengono trasferiti all'ospedale, oppure dimessi. Se gli ospedali della zona non sono in grado di accogliere i pazienti, perché danneggiati dall'evento catastrofico o perché troppo affollati, si ricorre ad ospedali di zone vicine, oppure a strutture da campo, allestite proprio per situazioni di emergenza. L'ospedale da campo è un ospedale a tutti gli effetti, ma può essere montato e smontato, e trasportato dove ci sia bisogno, sia su automezzi, sia su aeroplani. Generalmente la fase dell'emergenza legata alla presenza di feriti viene risolta nelle prime 48-72 ore dall'evento.
ALLERTAMENTO DEL GRUPPO PROTEZIONE CIVILE A.N.P.AS. Alla base dell'efficienza della Protezione Civile ci deve essere un altrettanto efficiente sistema di comunicazione e allertamento tra le Associazioni interessate, che consenta in tempi ragionevolmente brevi, di raggiungere un elevato numero di interlocutori in maniera certa con documenti cartacei. Tale esigenza è stata soddisfatta attraverso l'introduzione degli schemi di allertamento provinciali.

Le comunicazioni contengono, a seconda della gravità dell'evento, un codice colore dal bianco al rosso che è la più grave.
 
Tipologia della calamità:
- calamità di tipo A, è una situazione che riguarda cose e persone che abitano o si trovano in un territorio non esteso, come una singola frazione o un comune. Per questo tipo di evento vengono attivate solamente le associazioni che risiedono sul territorio, eventualmente aiutate da forze inviate dai comuni limitrofi;
- calamità di tipo B, è un evento che interessa un'estensione geografica maggiore, ad esempio intercomunale o provinciale. Per questo tipo di evento giungono sul posto volontari di associazioni che operano sullo stesso territorio provinciale. Queste associazioni di volontariato vengono coordinate da appositi organi presenti all'interno delle Prefetture o delle amministrazioni provinciali;
- calamità di tipo C regionale, una grave calamità che interessa il territorio di diverse province e richiede l'intervento di molte forze di soccorso a causa dell'elevato numero di persone coinvolte nell'evento. In questo caso l'Agenzia Regionale di Protezione Civile, che si occupa di coordinare i soccorsi, può richiamare uomini e mezzi da tutta la regione interessata;
- calamità di tipo C extra-regionale, come sopra, si tratta di calamità di grandi dimensioni che si verificano in altre zone al di fuori della nostra regione. In questo caso l'Agenzia Nazionale di Protezione Civile attiverà le risorse extra regionali, mentre l'organizzazione dei soccorsi verrà gestita direttamente dalla regione interessata.
LA STRUTTURA LOGISTICA A.N.P.AS.
Per fronteggiare una situazione di eccezionale emergenza, è importante poter disporre di materiale logistico di Primo Soccorso per un pronto impiego, censito ed immagazzinato in quantità sufficiente con possibilità di trasporto in tempi rapidi e preventivamente organizzati. Per rispondere a questa esigenza A.N.P.As. si è dotata di strutture modulari contenute in container stoccati in appositi centri di deposito regionali.
POSTO MEDICO AVANZATO (P.M.A.)
E' una struttura sanitaria concepita per rispondere ad esigenze di rapido intervento in seguito ad eventi calamitosi. La struttura è composta da tende pneumatiche all'interno delle quali vengono svolte attività di accettazione ed infermeria, in sostanza un Pronto Soccorso mobile. Nei casi più gravi, dopo essere stati stabilizzati, i pazienti vengono trasferiti presso strutture più idonee. Il Posto medico avanzato è depositato presso il Centro Regionale di Protezione Civile (Ce.R.Pi.C. 2) con sede a Monteveglio.
Trasferimento del P.M.A.
Montaggio P.M.A.
Allestimento interno P.M.A.
Il P.M.A. durante le esercitazioni.
ESERCITAZIONI DI PROTEZIONE CIVILE Le esercitazioni periodiche di persone e mezzi sono fondamentali per garantire la perfetta efficienza di entrambi nelle situazioni di reale emergenza.
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